Sorprese dell’inatteso

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L’improvvisazione coincide con la sorpresa, con il risultato inaspettato che ogni improvvisatore degno di questo nome ricerchi senza sosta, nell’obiettivo, appunto, di trovarsi sorpreso del suo stesso operato. 

Non è casuale la scelta di un banco di lavoro rappresentato da una preesistente struttura formale che possa adeguatamente accogliere le invenzioni estemporanee degli improvvisatori.

Tale struttura diventa il contenitore, lo spazio vitale, l’ambito in cui potersi muovere, l’arena in cui disputare i giochi di squadra e le competizioni ed i confronti in solitaria con gli avversari.

Il gioco di squadra si espleta tramite il dialogo che intercorre naturalmente tra i componenti del gruppo, le competizioni in solitaria si palesano nei concerti in solo e l’avversario comune è il superamento di sé stessi, dei propri limiti e delle proprie incertezze.

Il jazz è attitudine per sistemi nervosi saldi.

L’equilibrio necessario per affrontare la sfida risiede in quella centratura che solo la mente intuitiva ci può restituire.

Perciò l’abbandono alla non ricerca, la fiducia manifestata alla propria intuizione, la tranquillità donata dal lavoro pregresso, svolto con tenacia negli anni, dalla sfera razionale, sono la panacea.

Ciò che ci nutre ed appaga è l’emozione, la trasmissione e la ricezione della medesima, la corrente sotterranea che ci tiene al mondo, il flusso temporale che dipana le nostre esistenze.

Siamo animali sociali ed il dialogo è alla base della nostra essenza, ed un inaspettato dialogo viene a crearsi tra i componenti di un gruppo nel momento in cui ciò che si dibatte veleggia sull’onda di quello specchio d’acqua rappresentato dai limiti strutturali della canzone.

Ed ogni volta che si solca quel mare, la visuale cambia, la luce di un altro giorno è sempre differente, lo stato d’animo dei naviganti è costantemente mutevole e da queste premesse si origina l’emozione risultante e l’inatteso frutto che tale maturazione intuitiva ci reca.

Accade che, a volte, quel mare ci risulti troppo familiare, quando la rotta tende a ripetersi, e allora si anela ad altri percorsi, altre rotte, altri mari.

E, nell’ottica delle sorprese dell’inatteso, questo mare può avvilupparsi su sé stesso, può svilupparsi in un gorgo, trasformarsi in un fiume, un torrente che scorre e si infrange in rapide e cascate, sino alla dissoluzione formale totale.

E questa dissoluzione può concretizzarsi nell’annullamento della struttura tradizionale.

Interessante, in quest’ottica, l’iconoclastica distruzione della forma canzone in vista di un differente approccio strutturale.

Volendo donare una dimensione congrua a tale approccio, l’ideale è sfruttare gli elementi tematici e ritmici, nell’obiettivo di ricreare una diversa situazione strutturale, non delineata in un definito numero di battute, che lascia il più ampio coefficiente di libertà alla composizione estemporanea.

A differenza del free jazz, totalmente libero, ancorché ancorato all’idioma stilistico, in questo caso la presenza di un tema iniziale e della sua riesposizione finale restituisce una differente concezione strutturale e gli elementi formanti detto tema – melodici, armonici e ritmici – utilizzabili durante l’excursus creativo nella porzione centrale del brano rinforzano la percezione strutturale.

Dal punto di vista della trasmissione emozionale, si rende necessaria una particolare sensibilità da parte dei musicisti che affrontano un simile approccio sperimentale in modo tale che non si corra il rischio che un’estrema ricerca crei una indesiderata barriera tra i musicisti ed i fruitori.

La vigile attenzione che va posta in essere deve nel contempo lasciare lo spazio necessario affinché l’intuizione di ognuno e la sinergia del collettivo accolgano per conseguenza le sorprese dell’inatteso.

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4 pensieri su “Sorprese dell’inatteso

  1. Pingback: Sorprese dell’inatteso | andreazanzottera

  2. Pingback: Prosa poetica dell’improvvisazione | Come fosse Musica

  3. Questo il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realt vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

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